HOTEL ROYAL

PAESTUM

Un giro di tavole: ventitré indirizzi per leggere Paestum

Se i templi raccontano la misura antica di questo territorio, le sue tavole ne raccontano la vitalità presente. Attorno al parco archeologico si è consolidata negli anni una geografia gastronomica fitta e composita, capace di tenere insieme registri distanti — dalla cucina d’autore alla trattoria di famiglia, dal caseificio storico al locale che accende la musica dopo cena. Un percorso attraverso questi indirizzi restituisce, forse meglio di molte descrizioni, il carattere di un luogo che non separa mai del tutto la propria identità dalla propria tavola.

Nel registro più alto si colloca Osteria Arbustico, la cucina stellata di Cristian Torsiello, che dal 2026 ha trovato una nuova casa in una dimora storica del Settecento dentro le mura del parco archeologico, nonché ex museo dei materiali minimi — un trasferimento che, più che un semplice cambio di indirizzo, sembra portare a compimento la sua idea originaria di cucina come varco verso il Cilento. Accanto a questo nome si muovono altre proposte che condividono la stessa ambizione di ricerca: Tre Olivi, Le Trabe, con la sua cornice naturalistica tra mulini e corsi d’acqua, e Osmosi Paestum Restaurant, apprezzato per l’equilibrio tra tradizione cilentana e tecniche contemporanee.

Accanto alla cucina d’autore resiste, solida, la tradizione delle tavole di famiglia. Villa Rita Bistrot e Sale.Restaurant Paestum interpretano il repertorio locale con un’attenzione che non rinuncia all’eleganza; Pizzeria La Basilica porta la tradizione partenopea in chiave contemporanea, con vista sul dehors; La Pergola, storico riferimento Slow Food, continua il proprio percorso oggi nelle mani di una nuova generazione. A questi si affiancano indirizzi meno noti ma ugualmente radicati nel tessuto locale: Al Gelso d’Oro da Nonna Sceppa, punto fermo di via Laura, La Bottega del Gusto, proprio di fronte ai templi, e Il Vecchio Podere, tra carne e pesce.

Il rapporto con il mare e con la campagna trova poi altre espressioni. Rosmarino, trattoria di mare, unisce il sapore del territorio a una ricerca attenta dell’abbinamento, sostenuta da una carta dei vini elegante ma mai pretenziosa e da una selezione del menù curata nel dettaglio. Rosmarino è anche molto nota per i suoi dj set ed esibizioni di live band. Ristorante Falero Paestum e MoraLuna sono tra gli indirizzi più citati per chi cerca cucina di pesce; Borgo La Petraia offre uno dei panorami più ampi della zona, con lo sguardo che spazia sulla Piana del Sele fino a Capri; Zymi Food and Drink e Casa Herajon propongono l’esperienza della terrazza, in una formula più libera e conviviale; Antiche Mura Grill&Wine si colloca all’ombra delle antiche mura, tra brace e carta dei vini.

Un capitolo a sé spetta ai luoghi dove la tavola si fa vetrina diretta della materia prima. L’Azienda Agricola Casearia Barlotti è un caseificio storico dove il prodotto — e in particolare il suo celebre burro — parla con una schiettezza che nessun piatto elaborato potrebbe replicare. Sulla stessa linea si colloca La Dispensa di San Salvatore, la tenuta della famiglia Pagano lungo la statale che da Paestum sale verso il Cilento: un luogo che è insieme dispensa, cantina e cucina di casa, dove ricette antiche e quasi dimenticate — dalla pasta e patate all’acquasale cilentana — vengono restituite con gli ingredienti dell’azienda stessa, dal latte di bufala all’olio, fino ai vini prodotti a Giungano.

C’è infine un registro più informale, che appartiene alle ore serali. Le Tavernelle propone un’esperienza ibrida tra cena e festa, tra churrasco e musica dal vivo che accompagna la serata fino a notte; Dum Dum Beach, lungo l’asse di via Laura di Mare, è tra i beach club che al calare del sole si trasformano in luoghi di ballo; Enoteca il Calice, su via Magna Grecia, offre invece un’alternativa più raccolta, tra calici di vini locali e conversazione.

Ventitré indirizzi, dunque, che non compongono una semplice lista, ma una mappa possibile del territorio: la stessa terra che ha generato i templi genera oggi una cucina capace di muoversi tra rigore e informalità, tra ricerca e tradizione, senza mai perdere il filo che la lega al luogo da cui nasce.